il sole era da vendere?

IL MERCANTE DI SOLE TORNO SUBITO, lo abbiamo trovato scritto una volta sul cartello appeso all’ingresso. Il tempo di un caffè, di una sigaretta, fumata velocemente sul terrazzo della stazione di Lambrate a Milano. Andrea e Mauro tornano subito al lavoro. Perché davanti alla loro vetrina e dentro la libreria c’è sempre gente. Di sabato, qualche volta di domenica, di giorno e di sera. La libreria LOGOS MONDADORI è un luogo di frontiera, un avamposto sulla linea di demarcazione che divide la città da quella zona informe che prelude agli imbocchi delle autostrade. Una libreria speciale, in un luogo particolare che merita una visita. Davanti alla sua vetrina ci passa buona parte dei dodici milioni di passeggeri che ogni anno transitano nella stazione; speciale perché i titolari consigliano e commentano l’ultimo libro del mese rendendosi partecipi delle vostre scelte. Se è la prima volta che ci andate sicuramente ci tornerete. Contigua alla libreria c’è anche un bar dove servono un caffè eccellente. Per non parlare della sala d’aspetto della stazione proprio davanti al suo ingresso. C’è un posto migliore per sbirciare le prime pagine di un libro appena comprato? Ma qual è l’ultimo libro segnalato questa settimana da Andrea e Mauro? Un libro singolare che potrete trovare solo alla LOGOS MONDADORI. IL MERCANTE DI SOLE,

titolo che Mondadori aveva un tempo in catalogo e che ora detiene l’editore Lorenzo Fornaca di Asti. Perla dimenticata di Angelo Gatti, autore poco noto al grande pubblico e ingiustamente trascurato dalla critica. Cos’ha di speciale il libro? Parecchie cose. Perché anche se l’autore non si chiama Marcel Proust tratteggia una singolare Recherche indagando i fantasmi di un mondo perduto e mai più ritrovato con un’abilità psicologica e ritrattistica eccellente. I dialoghi sono il piatto forte del romanzo. Ma non solo. C’è una serie di squarci lirici e vividi che incantano: Cominciava un pomeriggio di luglio soffocato e abbagliante, e un calore d’incendio, un odore d’arsiccio gravavano sulla campagna. Paesi calcinati, vigne bruciate dal verderame e ingiallite dalla polvere, campi mietuti spaccati dal gran secco, apparivano e sparivano nell’aria immobile. Sulle strade deserte gli alberi gettavano ombre ancora brevi. Si legge nella prima pagina del libro e a pagina 95: Il cielo, rimbombando fremette, e le vibrazioni mutarono in lampi; tutti i campanili risposero a quello d’Alliano. Un immenso corale si levò e allargò, cantato in piena sonorità dalle campane e dalle campanelle; colpi acidetti, squilli argentini, rintocchi cupi si inseguirono e si fusero; poi i suoni, raccolti in una invisibile nuvola, viaggiarono sui colli e sulle valli.

Ambientato nel profondo nord della provincia astigiana, fra vigne, campi, borghi e un castello in rovina in procinto di essere ceduto da una nobildonna squattrinata, il romanzo si dipana su più livelli e ha, fra i vari protagonisti, una presenza costante di assoluto rilievo. La campagna e la magia di una terra faticosamente e dolorosamente dissodata da cariatidi con mani enormi, dure come il legno dei loro badili. Tutto qua? Assolutamente no. Mentre la lontanissima Torino subisce i bombardamenti degli aerei inglesi in missione notturna qualcuno ammirerà quei bei fuochi d’artificio che scoppiano nella notte. È la contraerea che fa il suo lavoro o una gran festa d’estate?! Tratto di un mondo perduto, col sottofondo di una rivoluzione sociale ed economica ancora in corso. E con l’incerta sensazione che il mondo stia davvero cambiando, ma solo apparentemente in meglio. Nel nuovo mondo, nelle pagine de IL MERCANTE DI SOLE emergono due figure femminili magistralmente tratteggiate. La figlia dell’acquirente del castello, fascinosa e inquieta creatura di stampo dannunziano, afflitta da un oscuro dolore e una bimba indifesa e sensibile che ammira con occhi spalancati il bagliore degli scoppi delle bombe su Torino, ma forse si tratta solo di fuochi d’artificio. Dimenticavamo il protagonista di questa Recherche in terra astigiana: Cuordileone di nome e di fatto, eroe positivo a oltranza che spande ottimismo e buoni pensieri per tutta la vicenda. Gli contendono la scena una serie di comprimari fatta da nobildonne decadute, sognatori e figli del progresso, oltre a uno stuolo di cani e contadini stizzosi, muri corrosi dal tempo, talpe e bruchi velenosi e una quantità di uccelli chiamati ad uno ad uno per nome che allietano quella terra e la bella d’erbe famiglia e d’animali di foscoliana memoria. Ma è il Monferrato astigiano che alla fine ruba la scena. Infinitamente più saggio e fascinoso delle bizzarre creature che ospita. Violentato attraverso la sistematica distruzione della sua antica bellezza, defraudato della lussureggiante profondità dei boschi, decimati dalla speculazione, imbruttito con l’edificazione selvaggia dei suoi borghi. Non voglio fare un elenco, se no mi vengono i fumi, basta pensare a Moncalvo. Senza tregua, senza rispetto, gli insulsi distruttori che lo abitano sradicano tradizioni, bellezza e poesia. Nell’inconsapevolezza totale. IL MERCANTE DI SOLE contiene anche questa denuncia, purtroppo ancora oggi così attuale. L’accattivante copertina è un simpatico disegno a fumetti che ricorda i tempi andati ed è di Valter Piccollo. I diritti de IL MERCANTE DI SOLE appartengono al comune di Asti, che ha consentito di realizzare una nuova edizione a Lorenzo Fornaca.

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