c’erano i libri?

Non è che sono un fissato, è che ogni giorno di più mi convinco di una cosa, invecchiando, si impara, appunto. come fai a dire: io lo so, se non c’eri, e non hai visto, e come facevi ad esserci alle guerre puniche o alla congiura di Catilina o alla rivoluzione francese o alla corte del Kublai Khan in Cina mentre Marco Polo prendeva appunti, e coi Vichinghi che scorazzavano sulle coste inglesi?

Nemmeno là potevi esserci, come non hai potuto partecipare al fervore della bottega del Verrocchio, avresti incontrato Leonardio Da Vinci, allora. Ti ricordi di quanti libri hai letto di quelli che contano? Quelli di oggi contano? No, o meglio: non ancora, non quelli di oggi, ma quelli di ieri, assiepati nelle biblioteche e nelle librerie fra i classici. Lì vai a colpo sicuro. Ci sono i classici a darti una mano, non quelli pallosi che ti hanno costretto a imparare sui banchi di scuola. Ma gli altri, quelli che hai scoperto tu, da solo, senza costrizione, ficcanasando qua e là seguendo il tuo istinto. Cos’è un’opera classica? Qualcosa che resiste agli insulti del tempo e che ti parla, descrive, rinnega o esalta qualcos’altro di unico, di inconfutabile, o anche di allegorico, qualcosa che ti fa esclamare: finalmente! ce n’era davvero bisogno. Un luogo, un’epoca un personaggio, un evento. Qualcosa che ti fa odiare o amare o identificare col personaggio, scorrendo certe pagine. Se vuoi sapere d apocalissi, di immani sventure o di conquista che poi sono la stessa cosa, di speranze di popoli, o qualcosa di rivoluzionario o di delittuoso come la calata di Napoleone Bonaparte in Italia con conseguente spoliazione di chiese e musei come fai a comprendere, a farti un’idea se non leggi, solo così puoi dire: lo so, io c’ero, alla battaglia di Gaugamela, ad esempio, insieme ad Alessandro il grande, o alla conquista della Gallia coi centurioni di Giulio Cesare, o seduto alla tavola del nobile Ramires in una casa portoghese di fine Ottocento, te c’eri, ma solo se leggi puoi dire di esserci stato davvero. E immaginare come sarebbe stata l’Italia se invece di Mussolini l’avesse governata Gabriele D’Annunzio, che considerava Hitler un pagliaccio feroce mettendo in guardia Mussolini verso un uomo “dall’ignobile faccia offuscata sotto gli indelebili schizzi della tinta di calce e di colla”; quell’ex imbianchino, capito l’antifona? E fu a un passo dal vincerla D’annunzio la partita. Tutto scritto e registrato, ma non puoi esserci dappertutto, non sei Mandrake. Non potevi esserci mentre Filippo Brunelleschi progettava i suoi capolavori a Firenze, ma ci sono i testi a descriverlo. C’è il libro per te, i libri. C’è Omero che scrive del raccapricciante duello fra Achille ed Ettore. Se provi a immaginare quei due vedi che sono ancora là a inseguirsi sotto le mura di Troia, alimentando un odio senza fine. A tanto vale la vera poesia, e la prosa e la cronaca vissuta di eventi, a tanto valgono i testi. Smuovono mondi, epoche, eserciti, illusioni e velleità, saziano la tua curiostà e ti fanno più ricco. Non altro. Ma tanto basta. Tutto quello che ti fa dire lo so, io c’ero, so cos’è il Portogallo di José Maria de Eça de Queiroz, il Medio Oriente,

l’America di ieri e di oggi.Sindibad il marinaio, Jane Austen e lo sbarco sulla luna e la condanna del frate domenicano Giordano Bruno bruciato vivo sul rogo per eresia da parte di Santa Madre Chiesa, il libro della storia, di emisferi mai compresi fino in fondo, della scimmia nuda e dell’ultimo viaggio di Charles Darwin intorno al mondo, a osservare, su un brigantino, cosa era il mondo prima dell’avvento dell’era industriale e non sarebbe più stato in seguito, ma lui non lo sapeva. Sciocchezze? Nemmeno un po’. Pensa a Севастопольские рассказы, non allarmarti, sono I RACCONTI DI SEBASTOPOLI scritto in russo, che avevano suscitato le lagrime nella zarina e perplessità e turbamento nello zar e anche all’immenso GUERRA E PACE di quel prodigioso scrittore filosofo Lev Nikolayevich Tolstoy il cui pensiero influenzerà Gandhi e Martin Luther King! Potenza invasiva delle idee! Se vuoi sapere che fine ha fatto l’uomo moderno dopo le sbornie della rivoluzione industriale informatica e digitale devi pur leggere qualche testo per poi confrontare l’uomo nuovo con quello rinascimentale o coi cow boys o con i pellerossa Scioscioni e Sioux, annientati dall’uomo europeo perché gli premeva fondare una nuova civiltà (surrogato di civiltà, aggiungo io) in realtà gli inglesi avevano bisogno di terra e sono andati a prendersela dove ce n’era tanta e gratis. Al proposito sorella Wikipedia specifica che: I colonizzatori che si stabilirono nel Nuovo Mondo erano assai diversi tra loro, sia dal punto di vista sociale che da quello etnico e religioso. Gli olandesi dei Nuovi Paesi Bassi, i quaccheri della Pennsylvania, i puritani della Nuova Inghilterra, i cercatori d’oro di Jamestown ed i forzati della Georgia: ognuno arrivò in America per motivi assai differenti e le colonie che fondarono furono, di conseguenza, molto diverse sotto il profilo sociale, religiosopolitico e delle strutture economiche.

Devi leggere libri, non hai scelta se vuoi sapere cos’è successo. Gioco forza e leggere VERSO DAMASCO che non è proprio uno scherzo, nemmeno scorrevole o piacevole, ma quando mai la realtà è piacevole? Di grande aiuto nel capire il vuoto cosmico in cui brancola l’uomo d’oggi. Ne esce davvero con le ossa rotte in quelle pagine così dense di significato. Lo svedese aveva visto giusto. Davvero istruttivo visto che parla del rapporti uomo donna, divorzi, matrimoni e legami parentali (esplosi) Strindberg in Verso Damasco, e di indimenticabili ritratti dei nuovi Americani che si agitano ne IL GIORNO DELLA LOCUSTA e di quanto torto o ragione avesse Catilina con la sua congiura anti Roma. Giuro che non ho niente contro gli altri mezzi del sapere. Se mi vuoi fare l’elenco te ne sarò grato. Il libro, quello di ieri, quello sancito e onorato da lettori, critica e dal tempo (forse è la cosa piu rilevante, perché il tempo non perdona). Lascia stare i buoni compagni di una estate o di svago. Come dice la professoressa o la pubblicità di libri balneari. Quelli sono i libri gelato e aperitivo, scritti da chi ha tempo di farti perdere tempo o trastullarti, ce ne sono un sacco, scritti da calciatori, veline, presentatrici. Quelli te li vieto d’ufficio! Vai invece a leggerti IL MANOSCRITTO TROVATO A SARAGOZZA, del  conte polacco Jan Potocki che vi dedicò buona parte della vita.

Sono solo ottocento pagine, cosa vuoi che siano, ma sono più di un romanzo, ovvero un labirinto di primo Ottocento. L’opera non può essere confinata in un solo genere: infatti dentro di essa convivono il romanzo di formazione, quello d’avventura, il romanzo picaresco, il romanzo erotico, il fantastico e il meraviglioso. Non è quello di cui mi urge parlarti, ma di comprendere per valutare, confrontare, ampliare la possibilità delle tue meningi già peraltro stressate da impegni di lavoro, di cuore, da impicci e ostacoli della quotidianità e dai giocattoli che ti porti in tasca, che sono iPhone e Headphones and earphones. Sarei contento di sbagliarmi, ovviamente. Cosa te ne fai dei libri se non vuoi migliorare veramente la tua vita?

il sole era da vendere?

IL MERCANTE DI SOLE TORNO SUBITO, lo abbiamo trovato scritto una volta sul cartello appeso all’ingresso. Il tempo di un caffè, di una sigaretta, fumata velocemente sul terrazzo della stazione di Lambrate a Milano. Andrea e Mauro tornano subito al lavoro. Perché davanti alla loro vetrina e dentro la libreria c’è sempre gente. Di sabato, qualche volta di domenica, di giorno e di sera. La libreria LOGOS MONDADORI è un luogo di frontiera, un avamposto sulla linea di demarcazione che divide la città da quella zona informe che prelude agli imbocchi delle autostrade. Una libreria speciale, in un luogo particolare che merita una visita. Davanti alla sua vetrina ci passa buona parte dei dodici milioni di passeggeri che ogni anno transitano nella stazione; speciale perché i titolari consigliano e commentano l’ultimo libro del mese rendendosi partecipi delle vostre scelte. Se è la prima volta che ci andate sicuramente ci tornerete. Contigua alla libreria c’è anche un bar dove servono un caffè eccellente. Per non parlare della sala d’aspetto della stazione proprio davanti al suo ingresso. C’è un posto migliore per sbirciare le prime pagine di un libro appena comprato? Ma qual è l’ultimo libro segnalato questa settimana da Andrea e Mauro? Un libro singolare che potrete trovare solo alla LOGOS MONDADORI. IL MERCANTE DI SOLE,

titolo che Mondadori aveva un tempo in catalogo e che ora detiene l’editore Lorenzo Fornaca di Asti. Perla dimenticata di Angelo Gatti, autore poco noto al grande pubblico e ingiustamente trascurato dalla critica. Cos’ha di speciale il libro? Parecchie cose. Perché anche se l’autore non si chiama Marcel Proust tratteggia una singolare Recherche indagando i fantasmi di un mondo perduto e mai più ritrovato con un’abilità psicologica e ritrattistica eccellente. I dialoghi sono il piatto forte del romanzo. Ma non solo. C’è una serie di squarci lirici e vividi che incantano: Cominciava un pomeriggio di luglio soffocato e abbagliante, e un calore d’incendio, un odore d’arsiccio gravavano sulla campagna. Paesi calcinati, vigne bruciate dal verderame e ingiallite dalla polvere, campi mietuti spaccati dal gran secco, apparivano e sparivano nell’aria immobile. Sulle strade deserte gli alberi gettavano ombre ancora brevi. Si legge nella prima pagina del libro e a pagina 95: Il cielo, rimbombando fremette, e le vibrazioni mutarono in lampi; tutti i campanili risposero a quello d’Alliano. Un immenso corale si levò e allargò, cantato in piena sonorità dalle campane e dalle campanelle; colpi acidetti, squilli argentini, rintocchi cupi si inseguirono e si fusero; poi i suoni, raccolti in una invisibile nuvola, viaggiarono sui colli e sulle valli.

Ambientato nel profondo nord della provincia astigiana, fra vigne, campi, borghi e un castello in rovina in procinto di essere ceduto da una nobildonna squattrinata, il romanzo si dipana su più livelli e ha, fra i vari protagonisti, una presenza costante di assoluto rilievo. La campagna e la magia di una terra faticosamente e dolorosamente dissodata da cariatidi con mani enormi, dure come il legno dei loro badili. Tutto qua? Assolutamente no. Mentre la lontanissima Torino subisce i bombardamenti degli aerei inglesi in missione notturna qualcuno ammirerà quei bei fuochi d’artificio che scoppiano nella notte. È la contraerea che fa il suo lavoro o una gran festa d’estate?! Tratto di un mondo perduto, col sottofondo di una rivoluzione sociale ed economica ancora in corso. E con l’incerta sensazione che il mondo stia davvero cambiando, ma solo apparentemente in meglio. Nel nuovo mondo, nelle pagine de IL MERCANTE DI SOLE emergono due figure femminili magistralmente tratteggiate. La figlia dell’acquirente del castello, fascinosa e inquieta creatura di stampo dannunziano, afflitta da un oscuro dolore e una bimba indifesa e sensibile che ammira con occhi spalancati il bagliore degli scoppi delle bombe su Torino, ma forse si tratta solo di fuochi d’artificio. Dimenticavamo il protagonista di questa Recherche in terra astigiana: Cuordileone di nome e di fatto, eroe positivo a oltranza che spande ottimismo e buoni pensieri per tutta la vicenda. Gli contendono la scena una serie di comprimari fatta da nobildonne decadute, sognatori e figli del progresso, oltre a uno stuolo di cani e contadini stizzosi, muri corrosi dal tempo, talpe e bruchi velenosi e una quantità di uccelli chiamati ad uno ad uno per nome che allietano quella terra e la bella d’erbe famiglia e d’animali di foscoliana memoria. Ma è il Monferrato astigiano che alla fine ruba la scena. Infinitamente più saggio e fascinoso delle bizzarre creature che ospita. Violentato attraverso la sistematica distruzione della sua antica bellezza, defraudato della lussureggiante profondità dei boschi, decimati dalla speculazione, imbruttito con l’edificazione selvaggia dei suoi borghi. Non voglio fare un elenco, se no mi vengono i fumi, basta pensare a Moncalvo. Senza tregua, senza rispetto, gli insulsi distruttori che lo abitano sradicano tradizioni, bellezza e poesia. Nell’inconsapevolezza totale. IL MERCANTE DI SOLE contiene anche questa denuncia, purtroppo ancora oggi così attuale. L’accattivante copertina è un simpatico disegno a fumetti che ricorda i tempi andati ed è di Valter Piccollo. I diritti de IL MERCANTE DI SOLE appartengono al comune di Asti, che ha consentito di realizzare una nuova edizione a Lorenzo Fornaca.