il soldato Santo Pelliccia parlava?

Pelliccia è morto. Viva Pelliccia. Il soldato Pelliccia, simbolo vivente di antichi eroismi e di dedizione alla patria, paracadutista della Folgore, pluridecorato, e superstite dell’epica battaglia di El Alamein. Senti qua cosa dicono, dice mio figlio, facendomi infilare le cuffie e consegnandomi l’iPhone. (vedi che ogni tanto servono a qualcosa gli iPhone?). Siamo sul double decker bus numero 49 che va da High Street Kensington a Sheperd’s bus station.

Ed ecco apparire un simpatico vecchietto dalle folte candide sopracciglia che ricorda i tempi andati, ma non solo quelli. Cos’aveva di speciale Santo Pelliccia? Diceva quello che pensava, senza peli sulla lingua o inibizione alcuna, poteva permetterselo. E ne ha per tutti. Diceva che oggi, per un periodo iniziato subito dopo la guerra, non ci sono politici, ma solo politicanti, dice che l’Italia è allo sbando morale, priva di ogni valore, riferimenti e principi che fanno grande un popolo, nella buona e nella cattiva sorte, valori che siglano il presente e dettano il futuro delle nuove generazioni.

E oggi? chiede l’intervistatore. Oggi no, dice Santo Pelliccia. Da un bel pezzo è no, no alla famiglia, alla patria, a Dio. La musica è cambiata e non in meglio. I valori si son persi per strada. Non si suda più, tutto è dovuto, tutto deve essere a portata di mano, il sacrificio è una cosa antiquata, dei tempi andati. Per le nuove generazioni, e non solo in Italia. Non è colpa dei giovani, ma di chi ha permesso che tutto ciò accadesse. Non sai più cos’è il dovere, l’onore, la volontà di raggiungere uno scopo. Non sai che devi pagare un prezzo. Ai giovani fai credere che è tutto facile, consentito. Il vuoto dei valori è tangibile, cosa di ogni giorno. L’ex paracadutista superstite di El Alamein, in altre nazioni sarebbe stato onorato e ascoltato in modo assai diverso, e certamente più cospicuo, ma da noi, si sa, non accade, tipico vezzo italico, nascondere e sottacere uomini e beni di cui andare orgogliosi e che ci onorano rendendoci unici. Santo Pelliccia non appartiene “solo” alla sua Folgore, ma alla nostra storia, e lo dico senza falsa retorica, io, che sono pacifista convinto. La sua figura è nostro patrimonio, indispensabile testimone del passato, se vuoi fare un minimo di raffronto fra ieri e oggi. Santo Pelliccia ricorda anche un generale inglese che venne catturato dagli italiani durante l’ultimo conflitto. Si vergognava di essere caduto prigioniero e sai perché? Si vergognava perché lo avevano catturato degli italiani ossia quelli che non contavano niente. Fra ieri ed oggi evidentemente molto poco è cambiato, lo dico perché leggo i giornali chiedendomi ma l’Italia c’è ancora da qualche parte, in Europa? I giornali sembrano aver dimenticato come si scrive la parola Italia, e non penso che sia dovuto “solo” alla girandola di governi “politicanti” che ci hanno rappresentato sino ad oggi. A pagina tre del giornale inglese che sto sfogliando leggo di un nuovo accoltellamento mortale, nella capitale inglese, il quinto in otto giorni. Hanno inseguito la vittima sin dentro un negozio e l’hanno ammazzata sotto gli occhi di chi comprava frutta e verdura. Si tratta di normalità acquisita in via di costante incremento. Qui Londra, ore sei di un assolato pomeriggio di settembre, passo e chiudo.

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