non c’era tutta questa schifezza?

Ti ricordi quando non era ancora infettata? Di quando aveva senso parlare di mari incontaminati e aria pura. La terra. C’era la pubblicità del tonno a ricordare i mari incontaminati, poi l’hanno tolta. Aveva senso perché allora c’erano davvero mari e terre intonse, come quelle che aveva visto Charles Darwin attorno al mondo, tanto per intendeci.

Io lo posso dire che da tempo ho superato tre volte la soglia degli ‘anta. Devi sfare uno sforzo di memoria, lo so. E se sei giovane non puoi ricordare quando c’erano mari puliti. Perché non ce n’erano già più dieci anni fa. Il catastrofismo non è buon consigliere ma se gli Americani producono ogni giorno due chili di rifiuti da smaltire te cosa ci puoi fare? Che ne produci la metà o un quarto. Stanno immaginando una nuova era di inceneritori gli americani, cioe stanno facendo un passo indietro. Pensi che il problema non ci riguardi? Tutt’altro. Ma tutto quello che vedi in queste foto e farina del nostro sacco, lo abbiamo costruito noi, giorno per giorno, da decenni. Prima non c’era, cinquanta, sessant’anni fa non esistevano queste schifezze. Frutto inevitabile del nostro vivere tecnologico e post industriale. Troppo facile criticare? Niente di nuovo, ti è  servita la plastica? Adesso te la tieni, e te la mangi anche, comprese le vecchie

reti per la pesca che intrappolano perfino balene. Indistruttibili, e ricettacolo di altri detriti plastici altrettanto indistruttibili. E con la plastica altro materiale sintetico non degradabile. Mi sembra colpevole non rammentare e ricordare a noi stessi che siamo seduti su una polveriera. La miccia è stata accesa da un pezzo. Ti ricordi quando le spiagge erano esenti da rifiuti? La marea restituiva solo gusci di conchiglia e pezzi di legno, o al massimo, qualche schifezza di catrame solidificato. Ma era l’eccezione. Al massimo ti sporcavi il costume da bagno. Qui invece è  diverso, la faccenda della spazzatura di cui non sai cosa fare, coinvolge tutti, e suonare le sirene d’allarme pare che non basti. A Londra fanno campagne contro l’uso delle cannuce di plastica, bene….ma basta che non ci prendiamo in giro da soli osannando un popolo di veri ecologisti. Mettiti davanti all’ingresso di Esse Lunga o Penny o Tesco, Waitrose o Lidl o di qualsiasi supermercato, e mi saprai dire. Fai la campagna contro le cannucce e non la fai contro buste,

confezioni di cibo, bottiglie e tappi e ogni cosa che puo essere avvolta e impacchettata da film plastici vari?! Pongo l’ennesimo inutile dito fra i molti che indicano la piaga comune? Non sono nemmeno originale, lo san tutti che ci stiamo tagliando l’erba sotto i piedi e che avveleniamo il piatto in cui mangeranno i nostri nipoti. Di originale ho poco da dire. Se si ferma la catena di certe produzioni per bloccare quest’affronto al suolo, all’acqua, all’aria e agli animali, ci fermiamo noi, il nostro modo di vita si inceppa, si deteriora, impoverendosi, e i successi e le comodità acquisite svaniranno: e così che la pensi? Allora sbagli, lasciatelo dire. Il nostro modo di vivere, di mangiare, di pensare, le nostre smanie di progresso e di benessere a ogni costo. A questo costo? A che prezzo? A questo prezzo? Da schifo, eh?

Magari in quei posti infernali c’erano acque pulite e trasparenti. E colline verdi. Le abbiamo fatte noi le colline, colline di spazzatura, compresse, con strade e veri gabbiani di plastica annessi eccetera nei pressi delle città , e dove sorgono significativi conglomerati urbani. Facciamo lo studio di sostenibilità. Eco sostenibile, a basso impatto ambientale. Ma non vedi che sono solo parole?! Balle! Quale sostenibilità? se anche i gabbiani ormai hanno il fegato di plastica e il tuo smartphone inquina che più non si potrebbe quando lo smantelli.

Torniamo alla politica degli inceneritori? Ma non inquinavano come ossessi rilasciando sostanze tossiche come mercurio, piombo e diossina? Prototipo del nuovo uomo cercasi. Quello che usa solo i mezzi pubblici, che non prende l’aereo tre volte al mese per andare a trovare la fidanzata dall’altra parte del pianeta, che boicotta i cibi protetti dagli sleeve e avviluppati in plastiche multicolori (perché anche i colori inquinano, eccome se inquinano!) e che limita al massimo l’impiego dell’auto, preferendo mezzi pubblici e che preferisce l’acqua del rubinetto alle acque del supermercato in bottiglia e che si rifiuta di comprare detersivi, bibite e vaschette di gelato in bottiglie di plastica e nelle vaschette di plastica. Non gridate all’orrore, all’oltranzismo ecologico fondamentalista. Se non ti basta questo schifo te ne faccio vedere altro.

Qualcuno dovrà pure gettare il sasso in piccionaia. Che boicotta…sì , boicotta! è il termine appropriato, TUTTI i prodotti in plastica, e i loro derivati. a cominciare dalle confezioni mono uso, usa e getta. Anzi, proprio da quelle occorre cominciare! Orrore e abominio! Hai sete? bevi o mangia uno yogurt e butta la confezione. Così milioni di volte ogni giorno. Da anni e guarda cosa sta succedendo. E così che arriva la cacca indistruttibile sulle spiagge di Bali, delle Maldive e sulle isolette sperdute del Pacifico. Boicotta! a cominciare dalle posate, dagli scola pasta, da scodelle, tovaglie e suppellettili, fino a mobili, erba di plastica, e ai tessuti sintetici. Me lo dici come li smaltisci quelli se non li incenerisci, causando altro inquinamento supplementare. Vivere da troglodita insomma? Ah beh! se i vostri padri e nonni erano trogloditi allora offendete i vostri cari estinti. In compenso loro non trangugiavano carne agli antibiotici e pesce avvelenato da mercurio. Tornare all’antico? Mettiamola così, ma non solo così. Del moderno, del progresso, delle scoperte e dei vantaggi del vivere dal 2020 in poi trattieni le cose migliori, per la salute, ad esempio, insieme alla consapevolezza che o sterziamo di 180 gradi o non rimarrà un centimetro di spiaggia balneabile al mondo e che la spazzatua busserà alle nostre porte e si ficcherà sotto il tuo letto, e non basterà spendere un patrimonio per la tassa rifiuti, come già facciamo, perché i tuoi rifiuti te li ritroverai indigesti da qualche altra parte, non riciclati, non distrutti e ancora velenosi e che se non invertiamo da subito il cammino sulla produzione di materiali non degradabili i disastri ingigantiranno, moltiplicandosi. Ma le leggi dove sono? Cosa aspettano a bandire tutto quello che si può cancellare dalla nostra vita perché tossico, mefitico, pericoloso, dannoso, canceroso e soprattutto….superfluo e visibilmente inutile. Complicato? Sara più semplice crepare di tumore allora! Boicotta! e non far finta di niente, a cominciare dalle confezioni monouso; quanto vi odio! Se poi qualcuno vorrà parlare dei posti di lavoro perduti perché verrà dato un orientamento diverso alla produzione industriale e ci sarà da tribolare su come trovare nuove opportunità lavorative allora, oltre al danno, ci sarà anche l’ipocrisia dei produttori di materiali e prodotti derivati nocivi ai quali verrà offerto in omaggio un viaggio vacanza nel Pacifico, per visitare la più amena e stupefacente isola mai emersa a memoria d’uomo. Vai a vederla e mi saprai dire.

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