Ancora l’articolo di Lorenzo Ferrara sulla mostra fotografica londinese, pubblicato su Barbadillo:
Da rimarcare le opere di Sunil Gupta, la cui serie Pretended Family Relationships del 1988 unì teneri ritratti di coppie interrazziali con frammenti di poesia intima e immagini delle proteste. Poi la mostra si sfalda. Il territorio che copre è ambizioso e comprende la fotografia artistica e in studio insieme al reportage e al lavoro documentario, spina dorsale della mostra. Tale ampiezza non è di per sé una cosa negativa, ma fin dall’inizio la mostra si spinge oltre i suoi confini autoimposti.
Alcuni dei lavori più importanti qui sono stati realizzati negli anni ’70 e ’90, in particolare gli autoritratti irresistibilmente vivaci scattati dai residenti di Handsworth a Birmingham nel 1979, ideati da John Reardon, Derek Bishton e Brian Homer.
Uno spettacolo ampio, tortuoso e bisognoso di una modifica importante. La sezione conclusiva Celebrating Subcultures ignora quelle associate agli anni ’80 (punk, goth, viaggiatori new age) ma include un intero muro di fotografie degli anni ’90 di Wolfgang Tillmans, la maggior parte delle quali scattate in Germania e Grecia. Dalla foto di John Harris di un poliziotto a cavallo che brandisce il manganello contro un fotografo durante la battaglia di Orgreave agli studi artistici di Rotimi Fani-Kayode sui corpi neri strani, ci sono alcune cose fantastiche qui, ma devi darti da fare per scovarle”.
Gli organizzatori scrivono: “Esplora una fotografia potente in un decennio di cambiamenti sociali e politici, in uno dei decenni più critici del Regno Unito. Questa mostra ripercorre il lavoro di una comunità diversificata di fotografi, collettivi e pubblicazioni, creando risposte radicali ai turbolenti anni della Thatcher. Ambientato sullo sfondo delle rivolte razziali, degli scioperi dei minatori, della pandemia di AIDS e della gentrificazione, lasciati ispirare da storie di protesta e cambiamento”.Uno “spettacolo” che dilaga in mille rivoli come l’acqua sulla sabbia. Un progetto meno ambizioso sarebbe stato benvenuto. Come sostiene The Guardian.
Nel passare in rassegna quei documenti fotografici sono viziato dalla memoria degli scatti dei maestri nostrani. Qualcosa manca alle immagini qui esposte. Un pizzico di cultura e di poesia mediterranea, forse?
memorie-polemica-indagine
raccolte in un volume:


