Vedi Torino e poi…(seconda parte)

Torino (Turin, Italy): cityscape at sunrise with details of the Mole Antonelliana towering over the city. Scenic colorful light on the snowcapped Alps in the background.

Dall’articolo di Lorenzo Ferrara pubblicato su Barbadillo 14 Novembre 2024 in Esteri, (seconda parte):
“C’è altro? Sì. Torino è titolare di un’altra storia, di rilevanza internazionale, oggi in sordina. La scopri varcando le soglie del museo nazionale del Risorgimento. Scrive Wikipedia: “Nel marzo 1854, la regina Vittoria dichiarava ufficialmente guerra alla Russia a sostegno dell’Impero ottomano; pochi giorni dopo la seguì Napoleone III. E poi il Piemonte. La partecipazione dei bersaglieri piemontesi alla guerra fu il primo atto voluto da Cavour e dal re sabaudo per riunificare l’Italia”.
A Torino l’Italia intera dovrebbe gratitudine e un po’ più di considerazione, anche perché ha ceduto lo scettro di capitale del Regno prima a Firenze, poi a Roma. Occorre rammentare che difficilmente l’Italia si sarebbe riunificata senza il ruolo determinante di questa citta’.

Giornate di sangue a Torino. Settembre 1864: la città non è più capitale di Francesco Ambrosini lo spiega: “Nel settembre 1864, improvvisamente, Torino non è più capitale. Il governo ha concordato di nascosto con Napoleone III di spostarla a Firenze, non a Roma (contro il voto del parlamento italiano) per non compromettere il potere temporale del papa. Tutti sono stati tenuti all’oscuro fino all’ultimo momento e i torinesi, scesi nelle strade a protestare pacificamente, vengono attaccati e poi presi a fucilate dalle forze dell’ordine. È una strage, con più di 50 morti e tre volte tanti feriti”.Torino ha ceduto scettro e potere. E se il suo futuro non fosse più solo progettare auto ma quello di proiettarsi nell’industria aerospaziale? Le prime cospicue avvisaglie lo annunciano. A Torino ingegneri e tecnici di prim’ordine abbondano. E l’articolo del Financial Times lo accenna.
A me basta sapere che luoghi “cult” e memorie resistono ancora, Torino citta’ magica, Torino dagli interminabili portici, Torino degli storici caffe’ ritrovo come Ghigo, Mulassano, Baratti e Milano e Platti. Rimpianti? No, Torino esisteva anche prima della Fiat, occorre ricordarlo.

memorie-polemica-indagine
raccolte in un volume:

Un pensiero su “Vedi Torino e poi…(seconda parte)

  1. Ho vissuto tanti anni a Torino. E per me è la città del fare. In questo ha raccolto la stragrande maggioranza degli italiani che volevano fare, specie grazie alla Fiat, al suo indotto, ad altre iniziative anche cattoliche (i suoi santi erano sociali) e altro ancora chs esisteva prima della fiat. Torino ha fatto l’Italia, ma molto italiani, specie meridionali e del Nord Est hanno contribuito a che Torino fosse quello che è diventata. Una capitale morale. Io metterei un attimo il puntino sulla “i”, dato che molti torinesi questa cosa la dimenticano, specie se trapiantati, dovendo atteggiarsi ad assimilati. Torino sopravviverà alla Fiat, non vedo perchè non dovrebbe. Spero di ritornare a Torino, dopo tanti anni di esilio.

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