Garibaldi, gran biscotto -seconda parte-

Giuseppe Garibaldi enters Messina, 1860.
Popular print, Italy, approx. 1860.
(Photo by Fototeca Gilardi/Getty Images)

E poi qualcuno dice: anche negriero. Eroe per molti, negriero senza scrupoli per altri. Guerrigliero al servizio di una nobile causa (quella italiana era soltanto l’ultima di un lungo elenco in ordine di tempo) e profittatore pagato dalla Massoneria inglese. Se dai un’occhiata al web non ti raccapezzi, chi lo odia e chi lo ama in maggioranza). E gli Inglesi lo amarono senza freno. Detto per inciso ai Brits interessavano le miniere siciliane e auspicavano un’Italia un po’ più unita di quello che era, non perché ci amassero, ma per contenere le mire francesi. (l’Inghilterra, maestra di intrighi e fomentatrice di contrasti da secoli per assecondare i suoi business planetari, in queste faccende la sa lunga, ma infatuazione e amore per il gran Giuseppe erano genuini, anche se qualche maligno suggerisce fossero interessati). 
Perché portava i capelli lunghi? Perché dicono che una ragazza gli avesse rovinato un orecchio durante un tentativo di violenza. Vero? Falso? E il massacro di
Bronte? Cos’era successo? Mentre i colpevoli se la davano a gambe vennero uccisi contadini innocenti e il matto del paese dopo un frettoloso processo, voluto dal luogotenente braccio destro di Garibaldi, Nino Bixio. È tutt’ora avvolta nel mito e nella leggenda la figura di Giuseppe Garibaldi, uno degli artefici indiscussi della riunificazione dell’Italia. Eroe dei due mondi, osannato corsaro in Sudamerica, difensore degli oppressi, guerrigliero, rivoluzionario a tutto tondo e massone di rango. Una figura complessa, generosa, mitizzata dai libri di storia che necessitano di figure a tutto tondo.

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Garibaldi, gran biscotto -prima parte-

Il tifo degli inglesi per il gran Giuseppe, il quale definiva papa Pio IX un metro cubo di le..me e’ arcinoto. Sarà per questo che gli Inglesi lo amavano. Dalle duchesse alle sguattere, dai politici di rango agli operai: tutti impazzirono per lui. Era il  1864 e Garibaldi arrivò in Inghilterra ricevendo una delirante accoglienza. Gli onori che gli furono resi rasentarono l’inimmaginabile. Dall’archivio de The Guardian: “Il generale Garibaldi a Londra, 16 aprile 1864. Un gran numero di poliziotti respinse la folla come meglio poté; ma di nuovo si levò il grido: “Garibaldi for ever!! Giovedì sera, il generale cenò con il duca e la duchessa di Sutherland e un gruppo selezionato di familiari, tra cui il conte di Carlisle (che era appena arrivato da Dublino), e alle otto, accompagnato dal duca di Sutherland, si recò alla Royal Italian Opera House, per assistere alla rappresentazione delle opere di Norma e Masaniello”. Le numerose donne presenti erano ancor più desiderose dei compagni maschi di raggiungere Garibaldi e, se non potevano stringergli la mano, almeno volevano toccare il mantello grigio che indossava.”

Gli Inglesi salutavano il mito, l’uomo semplice e rustico, l’eroico vincitore di infinite battaglie, (e l’intrepido che aveva tentato di abbattere il papato, su loro suggerimento.) Per il suo arrivo a Londra, fu deviato un piroscafo per condurlo da Caprera a Southampton. Venne poi allestito un treno speciale, ricoperto dal tricolore che lo condusse in città in 6 ore. A Londra lo attendevano 500 mila persone (dati ufficiali per difetto forniti dalla polizia) e il Primo Ministro Lord Palmerston col quale cenò. Poi partecipò alle riunioni di associazioni di proletari e massoni. Una vera star, protagonista di eventi quasi sempre vittoriosi. 

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ti ricordi di Matt?-seconda parte-

«Volevo solo mostrare chi sono come persona -ha detto Hancock-e pare che ci sia riuscito-…ha infatti trovato schiere di fan tra i giovanissimi, che seguivano le sue gesta rilanciate via Instagram e TikTok. Lucrerà sulla sua nuova fama grazie a libri e tv, dimostrando che la politica è come un reality show.” E viceversa. Ovvero l’osceno cosmico espresso all’ennesima potenza.
Tom Ambrose su The Guardian 27-01-2023: Matt Hancock dona solo il 3% di I’m a Celebrity fee. L’ex ministro ha ricevuto £320.000 per il suo periodo nel reality show, di cui £10.000 finora sono andati in beneficenza. Ha anche ricevuto £ 48.000 per il suo libro Pandemic Diaries. Un portavoce di Hancock ha dichiarato a BBC News: “Oltre ad aumentare il profilo della sua campagna sulla dislessia di fronte a 11 milioni di telespettatori, Matt ha donato 10.000 sterline all’ospizio di St Nicholas nel Suffolk e alla British Dyslexia Association”. The Guardian 14-12-2022 Matt Hancock’s Pandemic Diaries, riassunto da John Crace: “Tutti chiamano per dire quanto sono meraviglioso. Rispondo che lo so. Ora siamo in isolamento. Non c’è nessuno in giro per strada tranne me. Non che io voglia alcun riconoscimento. Sia io che Boris abbiamo il virus, anche se il capo è molto più malato di me. Mi guardo allo specchio e indosso la mia cravatta rosa fortunata per la conferenza quotidiana a Downing Street.

Ad un certo punto sembra che io abbia infranto le regole sbaciucchiando Gina. Mi sono innamorato. Profondamente. “Mi completi” le dico. “Sei la mia roccia, ragazzone”, dice lei. Il mio cuore salta. Mangerei il pene di un cammello per lei. Siamo d’accordo che devo dimettermi. Ma vado a testa alta. Avendo fatto la scelta giusta. Se ho un punto debole? è il mio pudore.”
La strepitosa notizia è del 3-03-2023. Su tutti i media si legge: “Un caso eccezionale coinvolge l’ex ministro della Salute, Matt Hancock. Isabel Oakeshott, la giornalista che ha scritto la sua biografia, ha consegnato 100mila Whatsapp del ministro al Telegraph: così negli UK stanno leggendo le conversazioni private dell’intero governo, incluso Boris Johnson, durante l’emergenza Covid e i lockdown.” Le rivelazioni sono un terremoto. Hancock sta pensando di tornare in politica. Ma non adesso, visto che infieriscono i Labours.

E nemmeno dopo, visto che i Tories hanno perso la bussola, su una zattera nel mare in tempesta. governata da tale Badenoch. Come si evince dalle pagine di Spectator.

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Ti ricordi di Matt?-prima parte-

Quello del frullato di vermi sull’isola dei famosi. Il giuggiolone incastrato da una telecamera mentre indugiava in dolci effusioni con la sua fidanzata. Ex ministro della sanità inglese durante Covid- Matt Hancock, proprio lui, protagonista di un reality, per dimostrare al mondo di che tempra fosse fatto. Regno Unito, l’incredibile caduta di Matt Hancock: da ministro-star a mangiatore di genitali di canguro

L’Osceno Cosmico possiede diverse declinazioni. Esse definiscono una fenomenologia diffusa, che gode del favore crescente del pubblico, il quale ama sensazioni forti, procurate da prodi alla gogna volontaria. Bisce, ragni, insetti, rane e lombrichi bricconi se la godono sulla testa di eroi malcapitati. Il tutto all’insegna della schifezza per il sollazzo di milioni di palati facili. A chi tocca? A un personaggio singolare e pervicace.
La storia dall’inizio: Reuters 24-03-2020: “Lockdown measures set out by the British government are rules, not advice, and will be enforced, health minister Matt Hancock said.” Reporting by Alistair Smout, Writing by Kylie MacLellan. Reuters 20-12-2020, Elizabeth Piper: “Il governo è stato criticato per aver imposto un blocco effettivo a più di 16 milioni di persone pochi giorni prima delle feste, ma Matt Hancock ha affermato che era indispensabile.”

L’idea di lockdown totale spaventava per paura di danneggiare il business. In un ex parcheggio di Ruislip si scavano 1600 fosse per i nuovi defunti, vietato partecipare a funerali. Bojo diceva: “Dovremo aspettarci nuove ondate di decessi, ma teniamo duro, rispettiamo le regole,” anche la buonanima della regina era intervenuta: “Stateve bb’uon, o prima o poi passerà.” Da High street Kensington a Piccadilly a Regent street il deserto.
Luigi Ippolito, Corriere della Sera 28-11-2022:
“L’ex ministro della salute Matt Hancock, molto impopolare per aver violato il lockdown da lui stesso imposto, è la nuova star dell’«Isola dei famosi» britannica, «I’m a Celebrity» dice trionfante. L’ex ministro della Salute, dalla polvere della gestione del Covid agli altari de «L’Isola dei famosi» (che a Londra si chiama «Sono una celebrità, tiratemi fuori di qua.»)

Ma la vera tegola era stata uno scandalo pruriginoso: telecamere a circuito chiuso lo sorprendono ricevere l’amante nel suo ufficio, in violazione delle regole sul lockdown (iconico il fermo immagine di lui che strizza, voglioso, il deretano della signora). Ma lui ha trovato una strada per riabilitarsi: un reality televisivo. L’associazione dei parenti delle vittime del Covid aveva protestato anche perché Hancock andava a intascare 400 mila sterline. Sul set in Australia ha trangugiato (previa bollitura e si ignora se conditi) un pene di cammello, un ano di vacca e una vagina di pecora, ha immerso la testa in una vasca con anguille e ragni d’acqua, ha bevuto frullati di vermi. Questo significa essere uomini veri.

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che c’azzecca la birra con la Madonna?

Attento al costume e alle sue aberrazioni, Lorenzo Ferrara, ha vagato per Londra cogliendo alcuni aspetti, secondo lui degni di nota.

“E poi dicono peste e corna degli Inglesi! Che sarebbero anche un popolo di ipocriti sconsacrati e senza rispetto per il divino. Tutte fandonie! Ecco le prove che testimoniano l’amore dei Brits per il sacro. Pensa che hanno di nuovo tappezzato, e sarebbe la seconda volta in pochi mesi, le stazioni del tube di Londra con manifesti della Madonna. E come li chiameresti se non devoti a Maria? Impiegando la modella della prima volta, si intende, che verrà presto santificata. Ma con l’espressione ancora più dolce e tenera e…assorta. E, soprattutto, con la birra stappata fra le mani. Non lo chiami commistione fra sacro e profano? Ignoro se i buontemponi del birrificio useranno la modella che interpreta così bene l’essenza divina di Maria vergine, mostrandola, provocante, in guêpière, reggicalze e tacchi alti. C’è da aspettarselo. Il contrasto rende. Trattasi di evoluzione naturale. Sta di fatto che la Madonna con la birra ruba la scena, attira, commuove, irrita e fa pensare. Ella ci suggerisce paradisi artificiali, terreni, dove fiumi di birra scorrono, ma quelli del birrificio dicono che la bevanda è senza alcol. Bando alla celia e veniamo al sodo. Di bacchettoni baciapile cattolici che in Italia fanno di Cristo un brand lucrativo, è pieno il creato, io non sono fra questi ma, comunque cristiano, per inclinazione e scelta -un po’ come il vituperato Pasolini quando parlava, ispirato, di cattedrali, croci e statue del Cristo-, dico allora senza indugio che usare la Madonna urta, mette a disagio, infine irrita. Ovvero la blasfemia dietro l’angolo, l’oltraggio nascosto da nobili motivi sociali: -bevi la nostra birra che non prendi la ciucca-.

Capisco che è solo pubblicità, ma perché non hanno scelto un altro soggetto? Che so?, una delle loro tante regine inglesi o Enrico VIII in giarrettiere e spadino, mentre ordina di far secca un’altra moglie. Dirai: ma gli Inglesi sono capaci di farlo. Business is business.  Ancora non si è vista la Madonna che tracanna dalla bottiglia. C’è tutto il tempo per vederla. Esagero? Forse. In fondo è solo promozione pubblicitaria, mica è sconcia l’immagine di Maria, tutt’altro, suggerisce soltanto e ammalia, tanto la modella interpreta bene il ruolo, colta da improvvisa ispirazione. Io, che sono sensibile al fascino femminile, mi confondo due volte. Per l’altissima creatura, simbolo di cristianità non c’è pace, e perché la modella è davvero brava e bella. Chi le impedirà di mostrarsi ancora sotto altre vesti, per promuovere l’uso di anticalcare o preservativi, magari ammiccando in déshabillé? Tanto si tratta solo di pubblicità, ripeterebbero gli Albionici. Non intendiamo offendere nessuno, tantomeno i credenti. Per ora Cristo non lo hanno coinvolto, si vede che per loro è inarrivabile.

Interpellato sull’argomento, un responsabile pubblicitario del birrificio mi fa cortesemente notare che avrei preso un abbaglio, non si tratterebbe della Madonna quella ritratta nel tube, ma di una monaca. Ma te ci credi? Cambierebbe qualcosa? Quanti come me son cascati nell’inganno -voluto-? Ma poi Madonna o suora non fanno sempre parte della stessa famiglia?

Se volete comunque venire a Londra  per una gita ve lo do io l’indirizzo giusto: Victoria & Albert museum, sala del Barocco. Lì c’è la Virgin of Sorrow, capolavoro di José Mora, Il mezzobusto di enorme suggestione incarna il dolore sedimentato di Maria per il figlio morto, e, da sola, merita un viaggio.

Lucky Saint, a religious-themed alcohol-free beer, had a good Dry January. It credits a compelling out-of-home campaign showing nuns giving in to temptation.
By Hannah Bowler, Senior Reporter

New alcohol-free beer brand Lucky Saint has leaned into its religious name for a series of out-of-home ads encouraging people to switch to its 0.5% lager for Dry January rather than stop drinking completely. Rankin Creative captured imagery for the campaign, which also features still-life photography from Sun Lee, while Megan Taylor headed up creative from Lucky Saint’s side. E così sia.

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affascinati dalla nostra grandezza (trascorsa)

Lorenzo Ferrara scriveva anche dei libri che lo avevano piu’ colpito, eccone alcuni su cui si era soffermato. L’articolo fa parte, cosi diceva lui, di una serie che sarebbe stata pubblicata in un secondo volume.

“Ci prendono a paragone, ma evitano di vantarsi dell’origine della loro capitale, Londinium, edificata dai Romani. Volevano fare tutto da soli, così è stato. Gli rimane il vallo di Adriano, le terme di Bath, mattoni sparsi ovunque targati Roma. Della Romanità non sanno che farsene, rimangono di un’altra pasta. Il loro interesse si traduce in ammirazione, lo dimostrano le pubblicazioni a getto continuo su Cesari, imperatori, re, Roma repubblicana e imperiale e il suo declino. Cercano contatti col loro ex impero, forse per nobilitarlo. Qualche esempio. Lo storico che va per la maggiore, Tom Holland in un’intervista di Melanie McDonogh, sciorina una prospettiva intrigante sugli imperatori di Roma, parlando del suo ultimo libro, Pax:

“Quando si parla della Roma degli imperatori, non c’è nulla di equivalente a quel tipo di autocrazia in Occidente. L’identificazione con Roma è, in parte, perché i romani erano qui. Ma in effetti la loro cultura è lontana da noi. L’atteggiamento nei confronti della violenza, del sesso, era tutto diverso”.

Edward Gibbon, che scrisse Declino e caduta dell’Impero Romano, vedeva i romani come ricchi, sofisticati, colti, cioè in pace. In effetti l’estensione della pace romana – globale e la sua durata sorprendente. Pax parla di come Roma è riuscita a creare questa pace mondiale gestendo un impero fatto di diversità: dalla Scozia all’Egitto all’Arabia. Ovviamente ci furono ribellioni, ma la pace deve essere difesa dalla spada. La Diversità dell’Impero Romano deve avere qualche parallelo con la nostra società,” suggerisce lo storico.“Erano convinti che la loro via fosse la migliore. In generale, non esiste il concetto che l’identità romana sia basata sulla razza. Né tantomeno basato sul colore. C’era un senso di civiltà, che faceva barriera contro la barbarie. È da notare che durante l’intera occupazione della Gran Bretagna non ci fu nessun senatore britannico.”

Su Financial Times del primo ottobre 2023, Martin Wolf: “In Caesar’s shadow: “I democratici sono condannati a scivolare nell’autocrazia? Può l’antichità insegnarci come gestire i despoti? Martin Wolf, su due libri sugli uomini forti che vogliono avere tutto. I due libri sono Big Caesars and Little Caesars di Ferdinand Mount e Emperor of Rome di Mary Beard. Entrambi gettano luce sull’autocrazia, un sistema di governo che la democrazia odierna pensava di essersi lasciato alle spalle per sempre, e la cui essenza è esposta nella magistrale analisi di Beard del mondo dei primi imperatori romani, che sarebbero poi rinati come zar, Kaisers e imperatori della storia europea.

Il punto saliente di Mount è un avvertimento: “Dobbiamo fare del nostro meglio per fermare in tempo il possibile Cesare. Stare attenti ai suoi difetti: il suo implacabile egoismo, la sua mancanza di scrupoli, la sua sconsiderata brutalità, il suo sfarzo scadente. Mentre su Evening Standard, 26 settembre Melanie Mc Donagh: “La repubblica romana era più ammirevole dell’impero romano in termini di etica e costituzione: un buon equilibrio tra plebe, classe media e i “grandi”. Tutta quell’austera virtù romana, e l’eroico Coclite sul ponte Sublicio: questo è repubblicano!”

Quasi c’azzecca Melanie Mc Donagh a individuare la vera grandezza di Roma, che non si identifica tanto con l’Impero ma con la forza primigenia e della Repubblica e con la fierezza del cittadino romano, consapevole di far parte di un’entità al di là della quale c’erano barbarie e caos. Ma non ci siamo ancora. Ad autori e giornalisti albionici, attratti dalla grandezza di Roma, difettano gli strumenti per scavare più a fondo. Qualcosa che non riguarda solo fatti, persone e politica.

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Niente sesso, siamo inglesi. Errore!

Niente sesso, siamo inglesi. Niente di più falso. Il contrario emerge dalla cronaca. Se cerchi casa a Londra e non sai dove andare a sbattere, fai attenzione a certi annunci che dicono: fwb friends with benefits. Potrebbe esserci l’inghippo. Occhio agli affittacamere, insomma, la categoria comprende diversi birboni. Mettiti nei panni di chi non è così vecchio da rinunciare ad avventure erotiche. Un vero dramma se non riesce a soddisfare le sue pulsioni. L’individuo si chiede se in cambio della sua “ospitalità” potrebbe ottenere carinerie e disponibilità… sessuali, per la serie: Io do una cosa a te e tu…. E le cose stiano in famiglia per il reciproco interesse. L’inquilina o l’inquilino giocherebbero a carte… nudi con lui? La faccenda è solo in apparenza faceta.  Harvey Jones su The Guardian il 2 aprile 2018: «Sesso per l’affitto: i padroni di casa canaglia offrono stanze gratis in cambio di “favori”.» Parole come“ intimità” e “benefici” compaiono negli annunci degli affittacamere… potrebbe sfuggire il vero significato di frasi utilizzate negli annunci. Affitto in cambio di “benefici” o “compagnia”. Altri vanno per le spicce: «Sistemazione gratuita in cambio di un accordo erotico.»  Gli annunci offensivi in genere offrono camere o letti condivisi in cambio di “intimità”, “vantaggi” o fwb friends with benefits: amici con vantaggi. «Alloggio gratuito per donne attraenti (Central London)» si legge in una selezione di Craigslist. Maisonette share, very low cost, with Dominant strict gentleman’s London, dice un altro post. «Camera disponibile per senzatetto (North London/ Essex)»… «In un annuncio un padrone di casa sonda se qualche signora sarebbe interessata a un alloggio gratuito in cambio di una sistemazione… erotica.» Il suo inquilino ideale sarebbe «una ragazza attraente. Sto proponendo sesso… ma guarda, prima…dobbiamo piacerci l’un l’altro e avere un po’ di chimica fra noi». Mattacchione di un aspirante Casanova… «Una donna ha raccontato che un padrone di casa voleva fare sesso con lei in cambio del mantenimento dell’affitto, mentre sua figlia di sei anni giocava in giardino… un’altra ha raccontato di aver ricevuto un messaggio dal padrone di casa in cui diceva che avrebbe potuto avere l’appartamento gratis se avesse compiuto alcuni “atti sessuali espliciti con lui”… anche se era gay.» Affitto gratuito e cibo fornito. Qualsiasi razza è benvenuta.» E poi chiamano i Brits razzisti! Quindi vacci piano…..e controlla per bene, se il padrone di casa non ti convince gira alla larga e cercane un altro. Gli annunci, non solo di questo tipo, non mancano. Londra è enorme. Se vuoi saperne di più:
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Cento sterline l’anno! giardini e la donna col velo

La quarta volta la russa ci riprova ma la fermo subito dicendole: “Stai parlando di quelle piantine di menta con le foglie polverose che ho tagliato senza pietà?!” Da Ludmila ci torno badando a non distruggere altro, per compensarla della perdita le ho piantato decine di talee di salvia, rosmarino e rose. Dovro’ andare a verificare il loro stato di salute, è passato l’inverno. Sono qui nel suo giardino a tagliare l’erba e sto verificando il fallimento delle mie talee. Davvero poca cosa è rimasta! Ma lei non dice nulla e io taccio. Le dico di parlare in russo e capisco che ha fatto castrare il gatto. E perche’? Per via delle volpi, ma non ho capito se la bestiola dava fastidio alle volpi o viceversa. 

Per rimanere in tema, un ultimo giardino, si vede che la mia fama comincia a fruttare in città. “Have a job for you”, dice il padrone di casa. «Ma va?! Great!» Qualcosa come cento sterline all’anno. Poi, sempre grazie al suo interessamento, vado anche a curare l’erba nel giardino di Anisa che arriva da un paese a pochi chilometri da Addis Abeba, il cui nonno parlava correntemente italiano; sul modo in cui li abbiamo colonizzati non ha critiche da fare, non ricorda, meno male. Una figurina graziosa e osservante musulmana col velo sul capo che mi chiede se taglio anche l’erba del giardino di certe sue amiche, ma poi non se n’è fatto nulla. «Basta che ti affacci allo steccato! E io vengo nel tuo giardino,» le dico. «Ok,» fa lei, così dopo aver estirpato l’ultimo filo d’erba dalle fessure delle piastrelle e rasato il prato, le chiedo: «Mi spieghi perché porti il velo?» e lei illustra che niqab, hijab, chador e burqa proteggono a vari stadi la donna da sguardi indiscreti celando le forme femminili. Il vero motivo del velo è anche un altro e più profondo. «Ma anche in casa lo portate?» chiedo. «Proprio in casa,» dice. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Così allo zio birbone non gli vengono strani grilli in testa e la nipote non diventa oggetto di concupiscenza, come succedeva anche a casa nostra. Il marito che non farebbe male a una mosca fa capolino e, timido com’è, preferisce che sia la moglie a rifilarmi la generosa banconota. «Ma come ti chiami che non me lo ricordo mai?» Anisa si chiama: donna dal cuore pio e amabile. «Mia moglie è rimasta ancora senza lavoro,» le dico e lei: «Allah vede e provvede, dille di non disperare.»

Strano a dirsi ma nella variegata attività di giardiniere, i caffè, e i dolci me li hanno offerti solo Alham l’irachena e Anisa l’etiope.

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Crimini di guerra, affitti e giardini

Per rimanere in tema, Iraq docet: Su La Stampa Vittorio Sabadin 18 Novembre 2019 scrive: “Crimini di guerra compiuti dagli inglesi in Iraq e Afghanistan nascosti da governo ed esercito.
Alcuni Black Watch, che fanno parte del Royal Regiment of Scotland, il più antico reggimento di highlanders, si sarebbero macchiati di aggressioni ai civili e di stupri.
Le truppe speciali britanniche si sono rese responsabili di crimini di guerra in Iraq e in Afghanistan, ma l’esercito e il governo hanno impedito lo svolgimento di indagini approfondite con un’azione di copertura che ha insabbiato tutto. Lo ha scritto il Sunday Times citando documenti riservati e testimonianze.Quante sono le vittime dirette o indirette dell’occupazione anglo americana e che ora vivono nella metropoli albionica e che godono di sussidi a mo di ”’risarcimento? Tantissime, immagino. Dopo aver distrutto beni e vite ai superstiti viene dato alloggio ad affitto facilitato, si chiama pragmatismo albionico.

Uno dietro l’altro, il giardino è nella stessa via di quello di Alham l’irachena. Ludmila va e viene, non si sa mai quando la trovi. L’ultima volta il maxi schermo della televisione trasmetteva una seduta del parlamento russo con Putin in primo piano. Mentre Alham non conosce l’Italia Ludmila mi chiede se sono stato a…e poi a… e ancora a….e dice che  a Venezia non poteva nemmeno camminare tanta era la gente. “Parla pure in russo le dico celiando e lei dice: “Da da” fin lì la capisco, oltre no. Mica è facile il russo. Il cortiletto ospita una gigantesca Chrysler. Il giardino è vasto e con due estese zone d’ombra. La terza volta mi chiede perché le ho distrutto due piante alle quali teneva così tanto. Manco le ho viste, dovevano essere robaccia penso fra me, e perché non me le ha segnalate prima se erano preziose come dice?  Fatto sta che decido di farle uno sconto cospicuo sul mio compenso di giardiniere a ore, che pare tuttavia insufficiente a compensare quelle “magnifiche” piantine distrutte che valgono evidentemente un capitale. Mah!

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No junk mail! Capito?

Non è che ti voglio scoraggiare, Lorenzo Ferrara tornava spesso sull’argomento, a volte ridendoci sopra, a volte no. Nei primi tempi del suo soggiorno accadeva. Se le montagne non si spostano, sei tu che devi andarle a cercare. Aiutava la moglie a cercare lavoro, lui aveva tentato una odissea lavorativa che lo vedeva con farfallino, gilet e grembiulino a far la comparsa di aiuto barman in un locale sciccoso gestito da romani. La cura dei giardini è venuta dopo.  “Il vino è  un fatto di cultura” aveva detto e così l’avevano assunto, ma con scarso successo, perché dopo dieci giorni non sapeva ancora battere uno scontrino e dare il resto. E poi aveva rotto un bicchiere e i flat white e spremute tremavano pericolosamente sul suo vassoio. Ma non è  questo il punto. Per aiutare la moglie aveva scelto il più classico dei metodi. Andare di porta in porta a consegnare un foglietto che diceva: CLOSE TO YOU cleaning ironing housekeeper e gardening…saluti e baci. Facile perché le buche delle lettere sono facilmente raggiungibili, in un certo senso sono democratiche. Ci infili dentro quello che vuoi, devi però stare attento ai denti del cane, che possono raggiungere le tue dita mentre infili nella buca il messaggio. Ma la cosa che più conta è  che è  vietato farlo. Infatti sulla buca c’è  scritto:

NO MENUS  NO LEAFLETS   NO FLYERS   NO SALES PEOPLE   NO CHARITY BAGS  NO JUNK MAIL No junk mail! Ma ti pare?! Eppure sei il benvenuto a casa loro! Questo lo trovi scritto con un Welcome! sugli zerbini. Lorenzo Ferrara si era preparato una frase nel caso che qualcuno lo avesse beccato in flagrante. Chi infila Junk mail è per caso un junk people? Io sarei un junk people secondo te? Polemica a parte. E continuava a ripeterlo.  
Quindi se proprio devi pagare l’affitto o fish and chips col sudore della tua fronte tieni conto che c’è la prima barriera che dice: NO JUNK MAIL! Proprio attaccata alla loro porta. Te lo dicono in faccia gli inglesi, cosa pretendi ancora?

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