Pacificazione (im)possibile? – prima parte

Sergio Romano nel suo Finis Italiae: “Promuovendo il fascismo al rango di “male assoluto” gli alleati permisero agli italiani di sbarazzarsi del loro passato con una menzogna e di mettere la guerra sulle spalle di un uomo, Mussolini” Sergio Romano, Finis Italiae, All’insegna del pesce d’oro: “(…) In Italia dopo la seconda guerra mondiale, non vi sono stati né desiderio di rivalsa né processi alla nazione. Dopo la caduta del fascismo e l’armistizio la grande maggioranza del paese si è ritirata nell’attendismo. Dopo la sconfitta della Germania e del suo satellite fascista ha stretto un patto tacito con l’antifascismo trionfante. I politici antifascisti potevano proclamare di essere stati ingiustamente e violentemente espropriati del potere, gli italiani potevano sostenere d’essere stati oppressi e asserviti da una dittatura aliena. Era una menzogna, naturalmente, ma presentava molti vantaggi, fra cui quello di permettere all’Italia di finire nel campo dei vincitori.” (ma poi non è stato così). “Se il fascismo era davvero, come essi avevano sostenuto per meglio vincere la guerra, una sorta di incarnazione satanica nessuna potenza vincitrice era tenuta a interrogarsi sulle cause della seconda guerra mondiale e sulle proprie responsabilità dopo la fine della prima. Promuovendo il fascismo al rango di “male assoluto” gli alleati permisero agli italiani di sbarazzarsi del loro passato con una menzogna e di mettere la guerra sulle spalle di un uomo, Mussolini. Se gli italiani non avevano perduta la guerra non era necessario intentare un processo alla nazione per individuare gli errori materiali e morali che avevano portato il paese alla disfatta. In realtà tutti sapevano che le cose erano andate diversamente, che il consenso aveva accompagnato Mussolini sino alla fine degli anni Trenta e che si era gradualmente dissolto soltanto dopo i bombardamenti e le prime sconfitte. Una menzogna – “non abbiamo perso la guerra” divenne così l’ideologia fondante della  Repubblica democratica”. Da Albione la perfidaSolfanelli edizioni. Nel prossimo post il seguito dell’articolo.

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Le Fiat non sono più cult negli UK (prima parte)

Ancora un altro articolo di Lorenzo Ferrara, che continua a rimanere irreperibile, questa volta polemico sull’ex dirigenza Fiat, pubblicato su Barbadillo.it il 14 Novembre 2024 in Esteri, in due post consecutivi.

L’Italia non c’è sulle strade albioniche. Se escludi la Fiat 500 e qualche anonima Alfa Romeo. Sulle strade di Londra ci sono tutte le auto che contano, eccetto le nostre

Nella foto Jean-Louis Trintignant con Vittorio Gassman ne “Il sorpasso”. Sulle strade inglesi l’auto italiana la vedi col lanternino. Lontani i tempi in cui Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Maserati producevano auto cult. Trintignant e Gassmann viaggiavano su una strepitosa Lancia Aurelia B24. Io, più modesto, su una Giulietta spider Alfa Romeo prima serie, di seconda mano. Sulle strade di Londra ci sono tutte le auto che contano, eccetto le nostre. Fiat sembra sparita dalla circolazione. Di Lancia e Alfa nemmeno l’ombra. Il motivo alla base della vistosa debacle risiede nel passato. Nell’articolo del 2018 di Gianni Marocco su Barbadillo si legge: “Se il gruppo Fiat è ancora un player di discreto livello è solo grazie a Marchionne ed al geniale/fortunato rilevamento di Jeep-Chrysler. Fosse stato solo per Panda e 500 saremmo già diventati un marchio cinese. I gestori passati non sono stati capaci di aggiornare il sapore e rendere appetibili Alfa, Lancia e Maserati che potevano essere meglio di Audi e Bmw e Porsche. Poi la disastrosa gestione Romiti, che, appoggiato da Gianni Agnelli, ha preferito una dimensione finanziaria a quella automobilistica, spazzando via tutto in un decennio…Per recuperare ci vogliono montagne di soldi e tanta fatica”. Oggi sulle strade inglesi vedi il futuro dell’auto interpretato da una miriade di modelli, alcuni esteticamente accattivanti, dai colori sgargianti e dalle forme propositive che suggeriscono innovazione, design inediti; di Renault, Peugeot e Citroen una marea montante, senza parlare di BMV e delle Mercedes Benz che spopolano con lussuose berline mozzafiato. Giri l’angolo e vedi che sfreccia una Fiat 500, devi accontentarti di quella. Gianni Agnelli e Cesare Romiti sono scomparsi da un pezzo. Il primo regnava, il secondo comandava e la loro eredità eccola.

Povera Torino, in crisi di identità dacché il suo destino si identifica con quello dell’auto. Povera anche per altri versi. Devi esserci nato a Torino come me, per capire cosa è successo a questo salotto a cielo aperto dove trionfano Barocco, diffidenza verso lo “straniero”, zeppa di fattucchiere e antiche memorie. Quali memorie? Da presidio romano a città sabauda, per cui regia, non per niente ci andavo a giocare ai giardini reali nei pressi di una squisita reggia che fa eco a Versailles.
Il corposo articolo del Financial Times Week end, 20 ottobre 2024 di Amy Kazmin ritrae per la città una realtà problematica, legata alla sorte dell’auto. Gli stabilimenti di Mirafiori per quanto rimarranno aperti? Nel testo: “Quando vedi una fabbrica con quasi 100 anni di storia fermarsi, il cuore piange. Torino muore. Un tempo orgoglio della produzione italiana e conosciuta come “Mamma Fiat” per i suoi estesi programmi di welfare dalla culla alla tomba, Fiat è stata incorporata in Stellantis nel 2021, dopo anni di difficoltà. A settembre l’azienda ha temporaneamente interrotto la produzione di automobili nello storico stabilimento di Mirafiori”. Il sottotitolo: “La dolorosa transizione del marchio di proprietà di Stellantis ai veicoli elettrici ha scosso la sua città natale, Torino, e innescato una disputa con Roma”. L’operaio e deputato sindacale Giacomo Zulianello, ha accusato Stellantis di “dissanguarci” aggiungendo che l’uccisione totale di Mirafiori è troppo anche per Tavares. “Ma in realtà, Mirafiori è già chiusa”. Dice.

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Giorgia Meloni bis

Timothy Garton Ash non la pensa come i giornalisti che la criticavano e sul Financial Times del primo ottobre 2022 scriveva: “Per un revival fascista guardate a Mosca, non a Roma…” E poi:  “Alcuni italiani hanno una visione addolcita dell’era mussoliniana, ma oggi i veri fascisti si stanno rivelando altrove… È vero che, da giovane, Meloni fu appassionata aderente di un partito neofascista: una volta fu ripresa da una telecamera mentre descriveva Mussolini “il miglior politico degli ultimi 50 anni”. Ma etichettarla oggi come sua discendente diretta è un’esagerazione giornalistica. Meloni è senz’altro una populista di destra anti immigrazione, ultra conservatrice e nazionalista euroscettica. Tuttavia l’etichetta di “fascista” spetta ad altri paesi e personaggi: alla Russia di Putin, ad esempio. Qui si riscontrano molte delle caratteristiche storiche precipue del fascismo. Sia Berlusconi che Matteo Salvini hanno parlato con ammirazione di Putin. Fortunatamente Ms Meloni ha espresso un fermo sostegno a una posizione occidentale unita contro l’aggressione russa in Ucraina…”.

Kenan Malik Observer  del 2 ottobre: “Da Aristotele a Meloni, il ‘bene comune’ è stato utilizzato per dividere e governare (…). Giorgia Meloni ha denunciato la riduzione delle persone allo status di “schiavo consumatore”. Ha catturato l’immaginazione di molti sia a destra che a sinistra, inducendoli a considerarla come la persona che “dice quello che tutti pensiamo”… I temi di Meloni sono radicati nella storia della destra reazionaria e si connettono a un’ostilità pregressa verso migranti e Musulmani. Ma la sua condanna del capitalismo contemporaneo risuona ancora molto più ampia, riecheggiando anche molte critiche della sinistra”.

The Economist  dell’8 ottobre  si chiede: “Giorgia Meloni può permettersi le cose che vuole?… Una cospicua squadra di tecnocrati rassicurerebbe i mercati e i partner italiani dell’UE. Ma i suoi alleati vogliono posti a tavola. Più ne hanno, maggiore sarà la pressione sul prossimo primo ministro italiano…”. Non sono ancora trascorsi tre anni dai primi commenti e critiche della stampa e Giorgia Meloni ha bruciato le tappe, diventando secondo alcuni opinionisti la donna piu’ potente d’Europa.

Stralcio di un articolo pubblicato su Barbadillo a ottobre 2022.

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Farage e noi

Era il 22 Ottobre 2022 quando Lorenzo Ferrara su Barbadillo scriveva un articolo su Nigel Farage e il suo eventuale ritorno in politica. Ecco uno stralcio:

Sette anni trascorsi ad ammirare città e amenità italiche, ma soprattutto per concludere affari come intermediatore in una società di brokeraggio. Milano, Trieste, Genova; qui, passeggiando per i carrugi Nigel Paul deve aver incontrato e solidarizzato con Beppe Grillo, noto comico nostrano, a proposito del quale disse: “Io e Grillo faremo saltare il banco dell’Unione europea, l’Europa dominata dai Tedeschi svanirà, sarà una formidabile sconfitta per la classe dominante, le grandi banche e le multinazionali subiranno pesanti sconfitte. Grillo è straordinario: totale disinteresse personale, amore autentico per la sua gente, un patriota che dalla politica non ha preso un penny, ha solo dato tutto, anche se stesso. Insieme stiamo combattendo la guerra d’indipendenza dei nostri Paesi. (dall’intervista di Aldo Cazzullo apparsa sul Corriere della Sera del 10 giugno 2016). Tutto doveva ancora succedere. “Mi dicevo: l’Italia è un grande Paese, non può farsi trattare come una colonia tedesca. La Gran Bretagna uscirà dall’Unione e cambierà le regole del gioco in Europa. Ci sarà un effetto domino. Dopo di noi usciranno Danimarca, Olanda, Svezia, Austria. L’Ue sta per disintegrarsi”.

Quattro figli e due mogli, la seconda, tedesca, Kirsten Mehr, in un’intervista al Daily Telegraph lo difende dalle accuse di xenofobia e razzismo. “Mio marito è una brava persona e non ha neanche un po’ di malizia in corpo. Il suo problema è che non ha tempo per la famiglia, è sempre molto occupato, si dimentica di mangiare e si alimenta di adrenalina. Nigel è duro e ostinato, ma non cattivo”. Bevitore e fumatore incallito, il leader dai calzini rossi sconfigge un tumore ed esce malconcio da due incidenti, uno d’auto, l’altro aereo; lo striscione pro Ukip, del suo partito, si impiglia al decollo nella deriva del velivolo, facendolo precipitare. Farage diceva di non aver niente contro camerieri e giovani italiani della City, giudicandoli meravigliosi. “Gli Italiani in gamba potranno ancora venire, ma con le nostre regole, non secondo quelle di Bruxelles” Nigel Paul Farage forse esigeva immigrati col pedigree, non digerendo lo sbarco di disperati sulle coste bretoni.
I suoi interventi erano impressionanti sceneggiate che travolgevano per la virulenza oratoria. Sollecitava istinti sottopelle dei Brits, situati nella loro memoria storica e nel quotidiano, fomentando il desiderio di sbattere la porta in faccia agli altri Paesi e di andarsene da “casa Europa”.
 Essere antieuropei si nasce per istinto o si diventa per constatazione della pochezza dell’Unione.

A Farage è riuscita la cosa senza sforzo, essendo erede di un impero che piantava la sua bandiera ovunque decidesse, come poteva uniformarsi alle regole? Un attore, Nigel, che tuonava: “Il popolo britannico non sarà mai schiavo di nessuno”.
Sono certo che sei al corrente contro chi devono vedersela Tories e Labour, oggi. Già, proprio lui, il Nigel d’acciaio, tornato alla grande nell’arena politica. L’Europa si sta sfasciando, diceva Farage profetico, ma non per le cause che prevedeva lui, ci ha pensato un uomo, lo zar rosso a farlo e in modo tre anni fa impensabile. Sul secondo volume, dopo Albione la perfida, questo e altro.

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Gli Inglesi ci amano…o no?

L’articolo di Lorenzo Ferrara e’ tratto dal nuovo volume di prossima edizione, ed è gia’ stato ospitato su Barbadillo nel 2022. Molte cose e persone sono cambiate da allora, ma qualcosa rimane intatto, come la considerazione che hanno di noi italioti i Brits.

I Brits temono il caos come la peste e hanno necessità vitale di punti di riferimento, solo così riescono a capire il loro odierno “camminare sul filo del baratro” sbeffeggiati da mezzo mondo per il non saper che fare economico. (Ti ricordo che allora c’era ancora madama Liz Truss al timone). Ma ancora una volta, e non ti stupisca il dettaglio non casuale, il loro unico riferimento siamo noi, gli Italiani. Non Francesi, non Tedeschi o Spagnoli, ma ancora noi, da sempre. Tu dirai che esagero, ma non lo affermerei se non avessi prove provate. Tu penserai “sarà un caso, una coincidenza”. Né l’uno né l’altra, c’è ben altro, di più profondo, di più sottile e anche macroscopico che ci lega e ci divide. La copertina dell’ultimo The Economist è significativa del modo in cui i Brits vedono se stessi (momentaneamente) e noi. La copertina sotto accusa ha infastidito anche il nostro ambasciatore a Londra Inigo Lambertini.  Niccolò Di Francesco riporta su TPI the Post internazionale del 20 ottobre: L’ambasciatore italiano contro l’Economist: “Solo vecchi stereotipi”.

La copertina dell’Economist in cui l’ormai ex, ex, ex premier britannica Liz Truss era raffigurata con alcuni stereotipi italiani, tra cui pizza e spaghetti, ha provocato la reazione di numerose persone, tra cui quella dell’ambasciatore italiano a Londra Inigo Lambertini, che ha scritto una lettera allo storico settimanale britannico di proprietà della famiglia Elkann-Agnelli. (davvero piccolo il mondo).

“Sebbene spaghetti e pizza siano i cibi più ricercati nel mondo, in qualità di secondo maggiore produttore in Europa, per la prossima copertina suggerirei di scegliere tra i settori dell’aerospazio, della biotecnologia, dell’automotive e della farmaceutica. Qualsiasi sia la scelta fornirebbe un più accurato quadro dell’Italia, tenuto conto anche della vostra, non così segreta, ammirazione per il nostro modello economico” ha scritto l’ambasciatore.
Il titolo di The Economist è senza equivoco: Welcome to Britaly. Ovvero: Ma guarda in che pasticcio ci siamo cacciati, sembriamo l’Italia, che pasticciona e precaria lo è da sempre. Così, prendendoci a pietra di paragone per la loro situazione politico economica in bilico offendono noi (abbiamo le spalle larghe) e in modo masochistico, loro. L’ambasciatore, proprio perché tale, nel suo way to be è tenuto a rispettare un certo tono esprimendosi con garbata critica e felpata ironia. Noi che siamo un poco più liberi ci permettiamo di esprimere le idee in modo diretto e senza remore, a proposito dei pregressi rapporti Gran Bretagna Italia. E poi c’entra anche il foot ball. Scrive True news giornale on line: “L’Italia non ha mai perso contro l’Inghilterra in una fase finale tra Mondiali ed Europei.” Notizia confermata dalla Bbc. “Tra questi risultati in favore degli Azzurri spiccano la vittoria nella finale del terzo posto della Coppa del Mondo FIFA del 1990 e quella nella fase a gironi degli Europei 2014 con gol degli azzurri di Marchisio e Balotelli.” Ma non divaghiamo. Nel prossimo articolo esporrò evidenze inconfutabili che annebbiano l’inconscio collettivo inglese, che comunque vede l’Italia come una strana e incomprensibile entità metamorfica, dalla quale non si può comunque prescindere e alla quale occorre, volenti o nolenti riferirsi. AmenQuesto lo sa perfettamente anche il loro sovrano, King Charles III, che è appena venuto a trovarci in visita ufficiale, perdendo l’occasione di scusarsi dei crimini commessi dal Bomber command della RAF nei cieli italici a guerra praticamente finita.

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Sei maschio o sei femmina?

La magnitudine del fenomeno ha raggiunto e superato livelli di guardia. Genitori allarmati e confusi e crisi di identità sessuale in bambini piccolissimi e ragazzini. Sta accadendo negli UK e negli USA. Cliniche sotto inchiesta o fatte chiudere per manifesta leggerezza nel prescrivere il mutamento di sesso (vedi chiusura del Tavistock centre di Londra.) E un disagio palpabile che tracima dipingendo un panorama preoccupante che inquieta e turba educatori, genitori e non. Un “disagio” che si riflette anche sulla salute mentale di giovani e giovanissimi e destinato a imprevedibili conseguenze. Venendo al sodo: A proposito dei bambini straniti un titolo su tre righe a caratteri cubitali recita: “Decine di minori di 5 anni si sono rivolti al  servizio nazionale di supporto per la segnalazione e la cura della disforia di genere del Servizio Sanitario Nazionale.” Articolo di Martin Beckford,  27 dicembre 2023, Daily Mail. Il sottotitolo: “Più di 70 bambini di tre e quattro anni indirizzati ufficialmente nelle controverse cliniche per transgender del servizio sanitario nazionale che ora sta valutando l’introduzione di un’età minima per i ricoveri.”

Nell’articolo: “che i ragazzini mostrino interesse per i giocattoli o i vestiti delle ragazze, o viceversa è ragionevolmente comune e di solito non è indicativo di incongruenza di genere” (fonte NHS). Il governo sta cercando di arginare la diffusione della controversa ideologia dell’identità di genere nelle scuole mentre il ministro per le pari opportunità Kemi Badenoch, e oggi capo dei Tories, dichiara: “insegnare ai bambini che possono nascere nel corpo sbagliato è dannoso.” Nel prossimo post le dimensioni del fenomeno.

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Non è tutto oro…

National Suicide Prevention Week poster. Vector illustration. EPS10

Spaccio di droga e solitudine giocano ruoli di primo piano da queste parti, non che l’Italia ne sia esente. Da statistiche ufficiali si apprende che Londra ha il triste primato della solitudine; qui ci si sente soli e smarriti come in nessun altro posto in Europa. Mentre piazze e incroci traboccano di vita febbrile, che si affanna, stride e si fa di coca. «Non insultate o malmenate il conducente» c’è scritto sugli autobus «ogni abuso verrà punito» e anche: «non maltrattate il nostro personale», in farmacie e altri negozi, «è quiper servirvi» si tratta della norma, mentre nei cessi del Barbican Centre gli avvisi fanno notare che ogni abuso o atteggiamento a sfondo sessuale improprio verrà rigorosamente punito. C’è chi titola: «Regno Unito, la prevenzione dei suicidi passa per la lotta alla dipendenza da benzodiazepine», e anche diversi gli avvisi il cui contenuto recita: «Se pensi di farla finita, prima del gesto fatale telefona a noi, questo è il numero: …» Una doppia faccia, insomma, alla città febbrile orgogliosa dei suoi capolavori d’arte (una valanga quelli di origine italiana, esposti alla National Gallery,)  famosa nel mondo per libertà di espressione, di costumi e permissivismo al cubo, si affianca la darktown della solitudine, del crimine e dell’illecito, dove anche le anguille del Tamigi sono

Depressed mature woman

intossicate dalla coca, pare che l’inquinamento sia cospicuo anche presso i palazzi del potere. Te pensi che scherzi ma le anguille davvero sono sovraeccitate.
E poi ci sarebbe anche l’allarmante fenomeno dei bambini straniti-smarriti che non sanno bene a che sesso appartengono. Ma di questo ne parliamo al prossimo post.

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Niente sesso, siamo inglesi. Errore!

Niente sesso, siamo inglesi. Niente di più falso. Il contrario emerge dalla cronaca. Se cerchi casa a Londra e non sai dove andare a sbattere, fai attenzione a certi annunci che dicono: fwb friends with benefits. Potrebbe esserci l’inghippo. Occhio agli affittacamere, insomma, la categoria comprende diversi birboni. Mettiti nei panni di chi non è così vecchio da rinunciare ad avventure erotiche. Un vero dramma se non riesce a soddisfare le sue pulsioni. L’individuo si chiede se in cambio della sua “ospitalità” potrebbe ottenere carinerie e disponibilità… sessuali, per la serie: Io do una cosa a te e tu…. E le cose stiano in famiglia per il reciproco interesse. L’inquilina o l’inquilino giocherebbero a carte… nudi con lui? La faccenda è solo in apparenza faceta.  Harvey Jones su The Guardian il 2 aprile 2018: «Sesso per l’affitto: i padroni di casa canaglia offrono stanze gratis in cambio di “favori”.» Parole come“ intimità” e “benefici” compaiono negli annunci degli affittacamere… potrebbe sfuggire il vero significato di frasi utilizzate negli annunci. Affitto in cambio di “benefici” o “compagnia”. Altri vanno per le spicce: «Sistemazione gratuita in cambio di un accordo erotico.»  Gli annunci offensivi in genere offrono camere o letti condivisi in cambio di “intimità”, “vantaggi” o fwb friends with benefits: amici con vantaggi. «Alloggio gratuito per donne attraenti (Central London)» si legge in una selezione di Craigslist. Maisonette share, very low cost, with Dominant strict gentleman’s London, dice un altro post. «Camera disponibile per senzatetto (North London/ Essex)»… «In un annuncio un padrone di casa sonda se qualche signora sarebbe interessata a un alloggio gratuito in cambio di una sistemazione… erotica.» Il suo inquilino ideale sarebbe «una ragazza attraente. Sto proponendo sesso… ma guarda, prima…dobbiamo piacerci l’un l’altro e avere un po’ di chimica fra noi». Mattacchione di un aspirante Casanova… «Una donna ha raccontato che un padrone di casa voleva fare sesso con lei in cambio del mantenimento dell’affitto, mentre sua figlia di sei anni giocava in giardino… un’altra ha raccontato di aver ricevuto un messaggio dal padrone di casa in cui diceva che avrebbe potuto avere l’appartamento gratis se avesse compiuto alcuni “atti sessuali espliciti con lui”… anche se era gay.» Affitto gratuito e cibo fornito. Qualsiasi razza è benvenuta.» E poi chiamano i Brits razzisti! Quindi vacci piano…..e controlla per bene, se il padrone di casa non ti convince gira alla larga e cercane un altro. Gli annunci, non solo di questo tipo, non mancano. Londra è enorme. Se vuoi saperne di più:
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Chi ce l’ha con i britannici?

Ma basta sparlare dei britannici! Sono toccanti alcune scene che si ripetono per strada e che mi vedono protagonista. Dovrei smetterla di fare jogging all’età che mi ritrovo, per via di certi pericoli insiti negli alti bassi del pavimento stradale, qui ci sono lastroni di cemento e inciampare contro il bordo è facile. Così mi adeguo e per ben tre volte in tre anni cado lungo tirato mentre faccio il fatidico jogging o porto a casa il cibo dei Sick. La prima volta mi sono quasi slogato la falange del pollice, la seconda ho distribuito il peso in modo bilanciato così da cadere lungo tirato, subito raggiunto dalla voce sollecita di femmina All okay!? Grazie signora, certo signora, ma guarda un po’, ho la testa un po’ per aria, Immediata la curiosa partecipazione del suo cocker che vuole capire perché sto per terra lungo tirato e mi gira attorno annusandomi. Oh! Quasi mi scuso con la signora, perché le ho dato motivo di apprensione, e tranquillizzo subito la figlia di Albione con un oh! so distract! I was looking at the sky ovvero ci faccio anche la figura del demente ottuagenario visto che guardo per aria e non dove metto i piedi. Ma son convinto che se avessi avuto bisogno mi avrebbe aiutato o chiamato l’ambulanza, che qui spopola insieme alle sirene della polizia. C’è del buon cuore genuino e sollecito nell’animo britannico, oggi forse un po’ appannato, ripiegato su se stesso per via delle critiche subite all’ex impero. Lascia stare che in Afghanistan è andata buca per l’ennesima volta, e che volevano far loro una fetta di Russia nel ‘700, con la scusa di moltiplicare i loro presidi commercIali, lascia stare anche torture, stermini e oppressioni di popoli, durante il loro impero, (tutti crimini documentati) anzi, oggi c’è qualche storico che paragona il loro all’impero romano, e che si pone questa domanda: “Ma se il nostro impero era così “atroce” perché così tante nazioni volevano farne parte?” Te lo spiego un’altra volta, ora ringrazio la signora sollecita e faccio una carezza al cane prima che mi dia una leccata! Negli inglesi, con o senza cane, c’è buon cuore. Parola!

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Kit antiemorragia sui taxi inglesi

Un altro caso. Così dicono i media:  Londra: kit anti-emorragia sui taxi contro il pericolo accoltellamenti

Ruggero Pettinelli -su Armi e tiro, Londra: kit anti-emorragia sui taxi contro il pericolo accoltellamenti. Era il 13 Maggio 2023. Nella capitale europea più disarmata, cioè Londra, continua a esserci un “problemino” con le armi da punta e da taglio. Come peraltro in tutta l’Inghilterra e il Galles che, nel periodo compreso tra marzo 2021 e marzo 2022, ha fatto registrare il record assoluto di morti ammazzati a colpi di coltello (282), da quando esistono le statistiche, cioè dai precedenti 76 anni. Il dato ha superato di stretta misura il precedente record, di 281 vittime, relativo al periodo tra marzo 2017 e marzo 2018. Insomma, si è tornati a uccidere come prima della pandemia, all’ombra del Big Ben, e la maggior crescita percentuale è relativa alle vittime di età compresa tra i 17 e i 24 anni. Tra le motivazioni indicate dagli analisti, per le quali i giovani escono di casa con il coltello, ci sarebbe quella secondo la quale il periodo di confinamento forzato per la pandemia avrebbe reso giovani e giovanissimi più “fragili” e, di conseguenza, il coltello sarebbe uno strumento con il quale acquisire una maggior sicurezza nei confronti dell’esterno, esponendo tuttavia il portatore a un maggior rischio di essere coinvolto in scontri all’arma bianca. Ma tra le armi bianche presenti nelle statistiche vi sono anche strumenti molto più improvvisati (ma non per questo meno letali), come le bottiglie rotte. Il fenomeno ha assunto proporzioni tali che, nella città di Londra, l’associazione di beneficenza Rapaid ha deciso di distribuire gratuitamente a 500 tassisti kit medici anti-emorragici di tipo militare, in modo tale che sia possibile intervenire con prontezza nel caso in cui ci si imbatta in una vittima di accoltellamento, prima ancora dell’arrivo delle ambulanze. Questo perché il tempo stimato per l’arrivo di un’ambulanza è in media di 10 minuti, mentre una grave emorragia può determinare la morte anche in soli 5 minuti. https://lanuovabq.it/it/non-solo-lattacco-con-la-katana-a-londra-accoltellamenti-in-serie   Lorenza Formicola La nuova bussola quotidiana  1 maggio 2024

E su Il Corriere della Sera online: Londra, accoltellamento con katana oggi vicino alla stazione della metropolitana: «Morto un ragazzo di 13 anni» di Redazione Online Corriere della Sera L’incidente oggi nei pressi della stazione di Hainault, nord-est di Londra. Ne dà notizia la Bbc. La polizia ha confermato che un uomo di 36 anni è stato arrestato sul posto ed è ora in custodia: «Non è terrorismo»

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