La triste fine di Ugo a Turnham Green

Inseguito da creditori infuriati, Ugo Foscolo, sul lastrico, per aver sperperato più di un patrimonio, ridotto a una cariatide, malato e senza denti, defunge in una misera camera d’affitto, a Turnham Green, Londra, accudito dall’eroica figlia avuta da Fanny Emerytt Hamilton, nobildonna inglese (le malelingue dicono non fosse sua figlia).
Dopo aver comprato  tre ville e dilapidato patrimoni, compreso l’appannaggio in dote alla presunta figlia, tira i remi in barca e muore in miseria, come un mentecatto (il giorno del suo funerale non ci fu nessuno a seguire il feretro anche se dopo due settimane il necrologio della Literary chronicle recitava: «(…) molti deploravano gli errori della sua vita privata: ora gli errori non sono più, e solo al suo genio noi intendiamo offrire il nostro rispetto.» Meglio tardi che mai, un po’ di rispetto non guasta.

King Charles III in visita a Roma nell’aprile 2025 cita Garibaldi, Mazzini, Marconi nella folta schiera degli illustri ospiti italiani, ma non Ugo Foscolo. Apprezzati, gli italiani di oggi che affollano per lavoro le albioniche contrade sono di altra pasta, son qui a fare business e a dire la loro in fatto di imprese moderne.

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raccolte in un volume:

Scoiattoli a cena e grande poesia

Dagli scoiattoli fritti o in umido agli esuli italiani ospiti dei britannici, osannati e onorati e non cucinati in padella. Ferrara non trascurava nulla, osservava, frugava negli archivi della storia scoprendo frasi come queste: «Brutto come un babbuino che, quando parla sembra un porco a cui taglino la gola», impietoso giudizio di un collega di penna non condiviso tuttavia da pareri coevi, ma andiamo per ordine scoprendo il soggetto vittima dell’avversione. 

Ci sono anche virtù che rendono onore ai Brits: ospitalità e riconoscimento del merito altrui. Soprattutto nel passato. Il grande Ugo Foscolo, deluso dalle vicende italiane e furioso per il tradimento di Napoleone, sbarca a Londra nel 1816, inseguito da un mandato di arresto del governo austriaco, dai debiti e preceduto dalla fama di grande poeta. A Londra va a vivere a Leicester Square, poi a Soho. In una lettera alla sua amante sposata Quirina Mocenni Magiotti scrive: «da che toccai l’Inghilterra ebbi lieta ogni cosa [… ]. Qui per la prima volta mi sono avveduto ch’io non sono affatto ignoto a’ mortali; e mi veggo accolto come uomo che godesse già da un secolo di bella fama e illibata.» Se vuoi saperne di più:

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